mercoledì 29 agosto 2007

lettera aperta al sindaco di Pizzone

Lettera aperta
Al Sindaco di Pizzone
Michele Cozzone
L'anno scorso decidemmo in extremis, d'urgenza e in fretta, di formare una lista alternativa di candidati alle elezioni comunali e lo facemmo per dotare il nostro comune di una attività e di un metodo politico-amministrativi democratici e pluralistici, e porre fine a una sorta di sistema di potere feudale-clientelare che si era andato instaurando e radicando nei precedenti per noi deludenti cinque anni di vostra amministrazione. Abbiamo voluto riaprire il discorso, il dibattito, un vero corretto dialogo, non per disturbare ma certo per non lasciare indisturbati e ingiudicati, almeno per sollecitare, incalzare, mettere alla frusta un'amministrazione autarchica, chiusa nel proprio orizzonte, lenta, statica, apatica, rutinaria.
L'abbiamo fatto generosamente e con passione, scomodamente anche per noi, nell'apparente omertà generale, possiamo dire, e nell'inerzia nonché insofferenza Sua personale e della Sua compagnia.
Ma quasi un anno è ormai passato e il vuoto, o sottovuoto, regna sovrano; voi continuate a declinare i vostri triti argomenti e a tutt'oggi non sappiamo, non possiamo individuare una sola idea, un solo progetto, una realizzazione nuovi e originali vostri, nemmeno comprendendo i precedenti cinque anni di vostra sommaria attività amministrativa; a tutt'oggi non si riesce a individuare un vostro programma.
Intanto finanziamenti già attribuiti al comune di Pizzone, come quello di trecentoquarantamila euro promosso dal Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise per la realizzazione del laboratorio del gusto, stanno andando “persi”, e adempimenti urgenti e fondamentali, come l'adozione del piano regolatore giacciono impantanati ormai da anni.
In questo vostro secondo ciclo, come del resto nel primo, si sono andati moltiplicando i segni di tensione, inquietudine, insoddisfazione all'interno della maggioranza: vicesindaco e assessori che disertano quasi regolarmente le sedute di giunta (assenti a più della metà delle sedute); assessori “sciolti”, “subiudice”, destinati alla rimozione e sostituzione in favore di collaudati collaboratori ben più allineati e devoti; divisioni, polemiche, lotte intestine dirette o subdole. Anche altri consiglieri hanno inanellato serie di assenze alle sedute consiliari.
E' saltata anche l'ultima seduta consiliare, per Sua annunciata e senz'altro motivata assenza e ricorrendo a un'opportunistica e poco dignitosa autodiserzione di massa dei consiglieri di maggioranza in prima seduta e poi con annullamento della seconda convocazione: il consiglio doveva approvare, sempre fuori tempo massimo, il rendiconto dell'esercizio finanziario del 2005 (in scadenza dal giugno 2006, dell'amministrazione scorsa!) e la presentazione del bilancio preventivo 2007, oltre che deliberare sulle mozioni e interpellanze presentate dalla minoranza, riguardanti la richiesta di rateizzazione delle bollette e il problema da noi posto della eccessiva clorazione dell'acqua, a cui si è finalmente nel frattempo provveduto (mentre non è stata portata in discussione la proposta di mozione più volte presentata dall'unione riguardante un piano di manutenzione e recupero delle fontane). E resta ancora da approvare il piano di assestamento del bilancio 2006 (in scadenza dal novembre scorso).
La Sua stessa personale presenza nel territorio, nonché la Sua partecipazione alla vita, quotidiana e non, del paese, è come sempre troppo limitata, sporadica, fugace. Così come è rara la Sua partecipazione all'attività degli altri enti territoriali (Parco, comunità montana, unione dei comuni).
Dove stiamo andando? Dove vogliamo arrivare o finire? Quo vadis? Quo vaditis?
Non possiamo continuare ad assistere e ad attendere da parte vostra il compimento del dovere minimo responsabile. A questo punto si sospendano almeno le deleghe e le attribuzioni delle indennità di carica agli assessori assenteisti.
Invitiamo ad un esame di coscienza e al rispetto delle vostre responsabilità, a superare e risolvere gli intrighi in corso, la vostra ingenita o endemica inerzia, che impediscono una puntuale ed efficiente opera amministrativa, a rivedere le vostre concezioni del mandato amministrativo, avvertire premura e ansia per i problemi e le chances del paese, a non disdegnare e rigettare sempre come inaccettabili per partito preso le proposte e i contributi provenienti da altri ambienti, a mettervi insomma umilmente e democraticamente sempre in discussione.
Noi siamo come sempre pronti e disposti a impegnarci, a confrontarci e profondere il nostro contributo, pur nella popolare indifferenza apparente e sofferenza latente.
Il paese non può subire i danni provocati dai vostri dissidi e dal vostro immobilismo.
In questo modo il paese, la popolazione, i vostri stessi così troppo generosi e numerosi elettori sono traditi, disprezzati, ignorati, specialmente i giovani.
Insomma, per dirla anche noi alla paesana, “O ZE TRESCA O ZE SPICCIA L'ARA”
Pizzone, 05 aprile 2007.
in fede
l'UNIONE PER PIZZONE

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